Diario dell’Orto _ primo anno

Tutto comincia un bel giorno d’estate, quando un amico viene a farci visita portando in dono ‘La rivoluzione del filo di paglia’, un’introduzione all’agricoltura naturale scritta da Masanobu Fukuoka.fukuÈ una lettura veloce e divertente, leggera e in qualche modo illuminante.
La visione di Masanobu, espressa con parole semplici e chiare, vibra profondamente in me risuonando con qualcosa che _ dormiente _ giaceva in attesa di risvegliarsi. Ha inizio un’entelekia, un processo irreversibile, un’evoluzione, come il tocco della primavera a cui i semi rispondono nascendo.nascitaNello stesso tempo scopriamo anche altre forme di agricoltura non industriale nate lungo il sentiero tracciato per la prima volta da Fukuoka, come ad esempio la permacultura, l’agricoltura sinergica, l’agricoltura sintropica […]sinergicaAl tempo stesso si presenta la possibilità di fare un orto in campagna dove incominciamo a muovere i primi passi.f1Il primo anno ci troviamo a lavorare su un terreno sodo e inerbito, rimasto inviolato per molto tempo prima del nostro arrivoorto6Cominciamo da un’aiuola ricavata nel lato Nord, esposta a mezzo sole durante tutta la giornata. Il terreno non viene lavorato, ma arginato con materiale di recupero e riempito con della terra argillosa di riporto.orto2Seminiamo subito un tappeto di ravanelli, una coltivazione a ciclo molto breve ( circa 45 giorni dalla semina ) che nel frattempo ci permette di allestire un piccolo vivaio dove autoprodurre le prime piantine.

Ben presto scopriamo una cosa importantissima per fare un semenzaio soddisfacente: i terricci da semina che si comprano sono perloppiù dei substrati sterili privi di nutrienti. Questa carenza spesso può compromettere tragicamente la crescita delle piantine, pertanto è bene miscelarlo a dei nutrimenti ( possibilmente non chimici, ma piuttosto del compost casalingo autoprodotto o letame maturo in quantità proporzionate ).
Aggiungere una piccola parte di terra madre a questa miscela è importante per far conoscere alle piantine appena nate com’è fatto il terreno in cui andranno a vivere. Così al momento del trapianto, non avendo conosciuto solamente il terriccio, avranno un senso di familiarità nei confronti della vera terra.
orto7Dopo la raccolta dei ravanelli, sulla terra ancora soffice stendiamo un tappeto di paglia (coltivata da un vicino agricoltore biologico) sotto cui giacciono in lenta decomposizione i primi resti vegetali di questa prima coltivazione. Aprendo dei piccoli nidi nella paglia ricaviamo lo spazio per le semine ed i trapianti. Ben presto l’aiuola si trova ad ospitare fave, bietole, insalate, carote, cipolle, calendula e pomodori, tutte unite a farsi compagnia.

Giorno dopo giorno il tempo passa, anzi, noi passiamo nel tempo, mentre la legge dell’Abbondanza si manifesta lampante mostrando la prosperità di quel miracolo chiamato Natura che attimo dopo attimo si esprime silenziosamente.
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aperta parentesi [ Contemporaneamente, scopriamo l’importanza dei Semi prendendo coscienza di come l’industria agricola-sementiera in collaborazione con l’industria politica-legislativa sta agendo _ in nome del progresso _ a scapito dell’intero pianeta Terra minandone uno dei tesori più preziosi: la biodiversità.tarahumaraDopo aver capito la differenza che c’è tra le sementi tradizionali e le sementi industriali ibride / OGM ci mettiamo alla ricerca di varietà antiche dal patrimonio genetico e nutrizionale integro.
Troviamo sul web vari gruppi creati appositamente per lo scambio semi e alcuni siti specializzati nella ricerca-riproduzione-ridistribuzione di varietà antiche: uno in particolare —> https://kokopelli-semences.fr/ ] chiusa parentesi

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Felici ed entusiasti di questa prima aiuola a Nord, cominciamo a coltivare anche il piccolo pezzetto di terra esposto a Sud che ospitò per primi i girasoli ‘mammuth’ a seme bianco comprati da kokopelli. Poi scopriamo che questa varietà è originaria dei Tarahumara ( tribù aborigena messicana ) anche nota infatti come ‘sunflower white tarahumara’.

orto14Poco alla volta l’orto si popola di piantine autoprodotte nate dai semi antichi: zucche, zucchine, cavoli, broccoli, mais, fagioli, ravanelli, calendula, insalate, cipolle, pomodori, cetrioli, bietole, carote, meloni, carciofi, salvia sclarea, ruta, dragoncello.

Sotto ai caldi raggi di un’estate che inizia soleggiata tutto cresce rigoglioso, le bietole e le insalate dopo un primo taglio  ( praticato avendo cura di lasciare il cuore e la radice delle piante intatte ) ricrescono velocemente andando a seme. I fagioli si arrampicano ai girasoli, il mais fiorisce spalleggiato dalle zucchine, così come i cetrioli son fiancheggiati dai cavoli ed i pomodori dalla calendula, dalle cipolle e dal basilico, tutto con grande naturalezza e armonia.
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Prende forma il primo vero orto in campagna. Lo chiamiamo ‘Entelekia’, in onore di quel potere che permette a ciò che è ‘potenziale’ di divenire ‘reale’ in un processo evolutivo irreversibile.

Durante l’estate osserviamo un episodio in particolare che ci fa aprire gli occhi: in un primo momento tutto l’orto si popola di afidi, sono quasi su tutte le piante ed alcune in particolare sembrano ‘offrirsi in sacrificio’ attirandone su di sé una grande quantità come per salvare le altre. In un secondo momento incominciano ad apparire le coccinelle, che poco alla volta riportano l’equilibrio.
Questa dinamica ci da un senso di fiducia, di serenità, di gratitudine. Ci sembra come una manifestazione svergognata di quello stato di Grazia che permea tutte le cose.
orto22Ci ricorda che in quest’avventura ( nell’orto e nella vita ) noi ci siamo, sì, ma non siamo soli. Sì, influenziamo l’andamento delle cose, ma ciò non dipende solo da noi. Siamo in tanti. E tutti immersi nella stessa energia intelligente. La stessa che è capace di auto-guarire una ferita, la stessa che fa fiorire il deserto dopo la pioggia improvvisa, la stessa che tiene in equilibrio le stelle ed i pianeti così come la polvere e l’acqua di cui siamo fatti. La stessa che apre uno spiraglio tra le due grandi forze ancestrali ‘passato’ e ‘futuro’ ricavando il sottilissimo attimo ‘presente’ in cui viviamo grazie a questo respiro che ci arriva in dono da quella stessa energia.

Oltre ai raccolti in forma di comprensioni, l’orto entelekia ci dona anche dei bei raccolti in forma di verdura fresca e sana, coltivata nel rispetto della natura e dei suoi abitanti. Poi all’improvviso l’estate si riempie di pioggia, accompagnandoci giorno dopo giorno verso l’autunno, e poi verso l’inverno, ma intanto noi già pensiamo alla prossima primavera.

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continua…

 

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2 pensieri riguardo “Diario dell’Orto _ primo anno

  1. Ciao Alex, leggendo il blog e guardando i video non riseco a capire come gestisci l’irrigazione delle aiuole, poi “illuminarmi”?

    Grazie e complimenti ancora per la quantità e qualità degli spunti che dai.
    Davide

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    1. Ciao Davide, bellissima domanda!
      da quando ho avviato l’orto non ho mai realizzato un impianto di irrigazione di alcun tipo.
      Lavoro sulla rigenerazione del suolo per aumentarne concretamente la sostanza organica rendendolo così più spugnoso e capace di assorbire e trattenere le piogge.
      Annaffio manualmente le piantine nei giorni dopo averle trapiantate affinché attecchiscano. In caso di siccità estrema do una bagnata generale ogni tanto con la gomma cercando di bagnare solo il terreno, e possibilmente il meno possibile le foglie 🙂

      per il grado di manutenzione che tengo sulle aiuole un’irrigazione a goccia mi sarebbe veramente scomoda.
      con la pacciamatura a base legnosa mi trovo molto bene. quest’anno poi qualche volta ha anche piovuto 😀
      Grazie a te per i complimenti, sono felice che tu abbia potuto gioirne.
      Un abbraccio
      alessandro

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