Maccarese – Settembre 2018 – L’esame Finale con Anna Fanton

Da quel Gennaio 2018 passano 4 mesi prima del successivo incontro con i membri della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica ‘Emilia Hazelip’, questa volta nel Lazio all’azienda agricola ‘Nemus’ dove Anna Fanton sta realizzando un orto sinergico nei terrazzamenti affacciati su quella che un tempo era la bocca di un vulcano e che oggi è diventato il Lago di Nemi.
Qui la terra è nera, spugnosa e ricca di materia organica, ma al tempo stesso scheletrica e fortemente drenante. L’atmosfera è onirica, l’aria è intrisa di richiami medievali e sullo specchio del lago brillano vibranti i raggi riflessi della Stella Madre. In questo contesto ritrovo Antonio, Anna Fanton, Marilia, Marco, Laura, Luciano, Alessio e al tempo stesso conosco Anto Quita, new entry del Piemonte e Gabriel, insegnante della Scuola di vecchia data. Parlando con quest’ultimo scopro che condividiamo l’interesse per il giuoco degli Scacchi e così già la prima sera ci troviamo a fare una partita dove con i pezzi bianchi imbastisco un attacco inizialmente arrogante e aggressivo, ma successivamente titubante di codardia, tanto da tornare sulle mie mosse perdendo velocemente e giustamente!

La notte la passo a casa di Anna Fanton che gentilmente mi offre la sua ospitalità. Quella notte in quel letto e tra quelle mura e il mattino dopo nell’orto di quella casa respiro a pieni polmoni una percezione densa, come essere dentro ad una cavità dell’albero madre da cui l’Agricoltura Sinergica ha iniziato a diffondere originariamente i suoi rami e i suoi semi. Respiro la netta sensazione di essere dentro ad un pezzo di storia.
Mentre Anna sta finendo di prepararsi per andare al Nemus intanto delicatamente cammino scalzo sulla rugiada che ricopre l’orto e metto mano alle aiuole di sofficissima terra umico-sabbiosa, sfilando alcune erbe spontanee che guarniscono educatamente le patate e le maestose zucchine. Sembra  un sogno essere qui, anzi, proprio non mi sembra vero per quanto è surreale.
In questo incontro di Maggio al Lago di Nemi viene a trovarci anche Daniele, un ragazzo di Roma che ho conosciuto al corso di Radicofani e Stefania, una ragazza intenzionata a diffondere l’Agricoltura Sinergica nella sua regione, il Molise.
Nel sali-scendi tra le gradinate del Nemus incontro anche un personaggio chiamato ‘Lo Stregone’ dotato di uno scapigliato fascino fumettistico e di una profonda conoscenza delle erbe spontanee, intento nella sua meticolosa perlustrazione lungo i muretti a secco che scandiscono i terrazzamenti.
E’ in questo contesto, tra questi dislivelli, questi profumi atavici e questi molteplici pezzi di storia che mi ritrovo a parlare con Anna Fanton riprendendo il discorso iniziato a Gennaio a Borgo Taro.

Per compiere assieme il passo finale del percorso di formazione con la Libera Scuola ‘Emilia Hazelip’, mi dice, occorre che io conduca un corso in cui lei possa affiancarmi come Docente Accompagnatore valutando con occhio fresco il mio modo di insegnare. Tra le varie possibilità prese in considerazione mi propone di fare questo esame finale durante un corso che dovrà tenere a Settembre, a Maccarese ( Fiumicino ) nell’azienda agricola ‘A Casa di Alice’ dalla sua allieva Alice Stopponi, dove precedentemente avevano già avviato un orto.44585407_989037534608145_1220796358844219392_oDa quel Maggio passano 6 mesi affinché questa idea espressa nel regno de potenziale possa germogliare mettendo radici nel regno del reale finché un bel giorno ci rincontriamo, questa volta all’Orto di Alice.
È Settembre 2018 e sono con Anna Fanton, Giusi, Rafael, Giorgia, Emma, Emanuele, Renato e Claudia, persone venute fin qui appositamente per imparare a fare l’orto sinergico.

41788415_970071269838105_1934242670692007936_oAnna ed io decidiamo di adattare lo schema ‘classico’ dell’esame finale ( ovvero con io che conduco il gruppo e lei che osserva come docente silente ) alla nostra necessità ( ovvero di conoscerci reciprocamente ) così ci diamo la possibilità di osservarci l’un l’altro conducendo assieme questo corso in modo paritario, permettendo ai partecipanti di vedere due modi simili e diversi di vivere e approcciare l’agricoltura sinergica.

Una differenza su tutte salta all’occhio: la diversa ‘scuola’ di appartenenza estetico morale nei confronti della formazione delle aiuole. Se da un lato io porto l’approccio parsimonioso al rialzare la terra madre, incoraggiando così la formazione di aiuole basse o ancor meglio a livello terra (almeno nei primi approcci all’orto sinergico); dall’altro Anna incarna la fierezza trionfante delle aiuole alte, contestualizzate nella visione antroposofica secondo cui rialzare il terreno verso l’essere umano ne facilita il contatto favorendo la percezione dell’elemento terra che in questo modo diventa inequivocabilmente visibile.
“Di fronte un’aiuola alta _ dice Anna _ non puoi non renderti conto che sei di fronte a un’orto, diventa lampante, anche per i bambini”.
Così da un lato Anna e dall’altro io avviamo la formazione di due nuove aiuole che arricchiscono l’orto già esistente, riprendendo ed ampliando la sua linearità. Il gruppo dei partecipanti si divide, alcuni seguono Anna e alcuni seguono me, mentre Emanuele va e viene tra le due aiuole poiché non vuole perdersi niente!

44707934_989037424608156_471640705349976064_oGrazie al cielo ( ma soprattutto alla terra ) ci troviamo su un terreno sabbioso e questo mi rasserena nel momento in cui formiamo le aiuole, pertanto l’aiuola a me dedicata la facciamo un po’ più alta di quello che normalmente preferirei, forti del fatto che questo tipo di suolo avendo poco limo e poca argilla non è fisicamente soggetto al compattamento, o almeno, lo è, ma in modo diverso.
Se da un lato in assenza di sufficiente materia organica umificata l’argilla e il limo si compattano a cominciare dalla superficie, dall’altro la sabbia tende a rimanere più sciolta in superficie, ma non essendo capace di darsi una struttura inevitabilmente tende a compattarsi man mano che si scende in profondità. In entrambi i casi quindi ci diciamo che l’elemento imprescindibile e fondamentale è l’humus ed ogni gesto è bene volgerlo verso la rigenerazione di questo prezioso organo della terra, capace di ripristinare la fertilità, la respirazione, l’equilibrio e la struttura naturale de suolo.
Ancora una volta vediamo che quando si mette in moto un flusso di lavoro che ha a che vedere con l’orto, i bambini entrano subito in sinergia dando il loro contributo, diventando subito parte attiva del gioco.
41645136_970071389838093_657737004015943680_oSull’onda della sperimentazione ed in concomitanza con un disguido tecnico eccoci intenti a trasformare un problema in soluzione: siccome al negozio di materiale idraulico hanno rimasto un quantitativo limitato di ala gocciolante abbiamo recuperato anche un altro tipo di tubo mai provato prima d’ora, sprovvisto di singoli gocciolatori, ma completamente costituito di un materiale dotato di micro pori da cui l’acqua ‘suda’ in maniera omogenea per tutta la lunghezza. Dopo averlo inizialmente guardato con sguardo dubbioso e incerto alla fine lo azioniamo e vediamo che bagna bene, ad un primo approccio sembra valido!impianto_lowEssere all’interno di un orto già esistente da un lato ci da la possibilità di ampliarlo ‘dando vita’ a nuove aiuole e dall’altro ci da anche la possibilità di affrontare aiuole già ‘vive’ facendo così esperienza di quelle pratiche di manutenzione ordinaria nella gestione di un orto sinergico. Questo aspetto mi piace molto poiché da la possibilità ai partecipanti di vivere un assaggio di quello che un giorno li aspetterà una volta che avvieranno il loro orto di casa.
41873030_971597129685519_6901579563508170752_o Riflettendo su questo piccolo (ma significativo) valore aggiunto mi dico che questo corso non è semplicemente un primo livello, in qualche modo permette di fare esperienza di una parte della parte pratica di un corso di secondo livello, rimanendo però nell’ambito della prima esperienza, quindi è qualcosa di difficile da definire precisamente con le parole e forse non ce n’è davvero bisogno, ma la vibrazione che risuona in questo ambito la riconosco e mi piace e guardando i ragazzi sembra che anche loro ne stiano gioendo.
41682340_970071346504764_7028456702773035008_oQuesto luogo, mi racconta Alice, ha un clima veramente particolare, basti pensare che è possibile fare fino a 3 raccolti di patate: in estate, in autunno e in inverno! Allucinante, visto che in Romagna l’unica possibilità più o meno è una semina in tardo inverno o inizio primavera con un’unica raccolta in estate!
Il flusso del lavoro così si estende dall’orto alle aree ancora libere che costeggiano le aiuole. Avviamo una piccola patataia interrando dei tuberi di una varietà locale e poi visto che abbiamo ancora tempo ed energia avviamo una piccola zafferanaia: un’aiuola preparata con la minima lavorazione del suolo (illustrata anche nel diario dell’orto) dedicata unicamente ai bulbi di zafferano!
44748438_989037414608157_7208855302119096320_oCome spesso accade, e così anche questa volta, il tempo è volato e siamo già giunti al termine dell’esperienza. Ci riuniamo prima dei saluti e durante il cerchio di confronto di fine corso guardo negli occhi i partecipanti e nelle loro espressioni riconosco ‘quella luce’, la stessa che c’era sul mio viso e su quello di tutti i partecipanti ad ogni corso in cui ho seguito Antonio a partire dal 2015 a Ronchi dei Legionari. Quella vibrazione che emana una nitida percezione, che il ‘seme’ dell’agricultura sinergica è stato trasmesso con successo e lo si legge chiaramente nel volto di Giusi, di Claudia, di Giorgia, di Emma, di Emanuele, di Rafael e di Renato. Con le loro parole confermano questa percezione, dichiarando sentitamente un sentimento di apprezzamento e gratitudine che in cuor mio risuona evocando altrettanto apprezzamento e altrettanta gratitudine per questa bellissima esperienza.
In fine ci salutiamo e ognuno riprende il proprio cammino mentre Anna ed io partiamo alla volta dell’Ecovillaggio di Corricelli (continua il racconto)

Nel frattempo l’orto di Alice continua a crescere e lo vediamo dalle foto che ogni tanto ci manda.

44128992_326942651222966_2238956229382635520_nLe semine e i trapianti delle due aiuole realizzate durante il corso sbocciano e prosperano. Parallelamente anche lo zafferano inizia a svegliarsi…45320860_995341130644452_5735523804097019904_o… e  ben presto ci allieta con la sua pittorica ed aromatica fioritura onirica …45555750_997051320473433_6169908021796274176_oSuccessivamente in concomitanza del passaggio di Antonio presso l’orto di Alice arrivano anche gli operatori del TG2 per la realizzazione di un servizio televisivo con intervista ambientato in quest’orto46068693_1000096656835566_5489273670952026112_o

48971533_1026046097573955_2345333292175196160_o.. e il tempo continua a passare ..51121259_1048144998697398_9031415435702042624_o.. anzi, noi continuiamo a passare nel tempo ..29873105_863090567202843_7858513574625095013_o.. mentre la meraviglia si manifesta.. attimo dopo attimo ..38124045_934648436713722_797542948324507648_o

.. respiro dopo respiro ..

… continua

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