Diario Dell’Orto – quinto anno – capitolo 7 (maggio)

SONY DSCMaggio
il mese delle rose
e del sole
che ancora cede il passo al temporale
SONY DSCil mese in cui avanzare nella selva delle sperimentazioni, infatti nel pratino appena tosato iniziamo un nuovo progetto misteriosoSONY DSCper prima cosa stendiamo il più ampio, antico e prezioso tappeto di mia mamma..SONY DSC.. poi pazientiamo per circa dieci giorni. ora alzando il tappeto vediamo la gramigna sbiancata per la prolungata mancanza di luceSONY DSC
ora che l’impulso creativo delle spontanee è stato un attimino placato,
procediamo impugnando la fantasmagorica trivella manuale con cui facciamo una serie di buchi a circa 50 centimetri tra loro in ogni direzioneSONY DSCricopriamo il suolo con il tappeto, poi con un cutter apriamo una fenditura in corrispondenza di ogni buco sottostanteSONY DSCed ecco i protagonisti dell’esperimento, gli ultimi pomodori ancora in attesa di esser trapiantati, tutti nati da semi di preziose varietà antiche autoprodotteSONY DSCquesto esperimento da un lato è ispirato al metodo di Emilia Hazelip per ‘ripulire un suolo dalle erbe spontanee coltivando le patate sotto il cartone’; dall’altro invece richiama il leggendario metodo che Luciano Furcas usa nell’orto in terrazzo pacciamandolo con i tappetiSONY DSCin questo caso usiamo i pomodori al posto delle patate ed il tappeto al posto del cartone, limitando l’intervento sul suolo alla micro trivellanza seguita da un semplice trapianto innaffiato abbondantemente.
SONY DSCa qualche giorno di distanza ecco che i pomodorini sembrano reagire bene. ora che i nuovi nati sono affidati alla terra è il momento di ‘smollarli’ continuando comunque ad accudirli, ma senza appesantire e frenare il flusso con il peso delle aspettative o delle responsabilità.
SONY DSCcome dice Fukuoka: “il contadino è l’aiutante di Dio”, allora questi pomodori ( come tutto del resto ) cresceranno sì grazie alle nostre cure, bensì anche e soprattutto grazie alle leggi cosmiche e a quel potere da cui tutto nasce e che tutto regola.
ma allora.. non siamo soli ad accudirli!
siamo con l’intero universo!
SONY DSCe forse è questo il cuore della sinergia
è questo a far la differenza tra il far le cose sentendosi da soli e il far le cose sentendo la compagnia del tutto
SONY DSCe sentendo questa compagnia ogni volta che ce ne ricordiamo, ci spostiamo verso ovest dove incontriamo l’aiuola 11 avviata a marzo ( vedi il 2° capitolo del video percorso ) che vede ora il trionfo delle cipolle di alife consociate ai piselli di zollino e a qualche sedano appena arrivato.
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dopo un importante intervento manuale sulle erbe spontanee decidiamo di pacciamare con la paglia, che ora copre la pacciamatura legnosa e protegge l’humus naturale salvaguardato grazie alla particolare tecnica utilizzata per recuperare l’aiuola dal terreno inerbito.

(in questo caso la paglia aiuta anche a dare sostegno alle cipolle che tendevano a sbarandellarsi un po’ per tutti i versi)
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procedendo verso ovest invece, come nell’aiuola 10 ad esempio, per ora continuiamo a tenere la semplice pacciamatura legnosa gestendo periodicamente la crescita delle erbe spontanee tagliandole a livello terraSONY DSCcon gioia vediamo le lattughine trovare il loro posto in mezzo al putiferio dello scalogno da cui spuntano i mais più rustici, a cospetto delle prime freschissime fave, nate dai semi riprodotti e conservati l’anno scorsoSONY DSCa sud di questa aiuola vediamo che per la prima volta il melo cotogno sta facendo i frutti, che emozione sorprendente!SONY DSCprocedendo ancora verso ovest troviamo l’aiuiola 9 dedicata alle alliacee: cipolla estiva, aglio rosso e aglione della Valdichiana. SONY DSCqui avevamo già steso la pacciamatura legnosa ed ora stiamo teorizzando un prossimo intervento di controllo delle erbe spontanee seguito da una pacciamatura di paglia ( come nell’aiuola 11 )SONY DSCl’aiuola 8 invece (quella delle lattughe) è pronta per essere riattivata: tagliamo a livello terra tutte le rimanenze lasciando le radici nel suolo e ci prepariamo a trapiantare zucchine, pomodori e maisSONY DSCmentre ‘ripuliamo’ l’aiuola si sente un forte profumo di sottobosco e funghi, emanato dal suolo che da quando usiamo la pacciamatura legnosa finalmente inizia davvero a rigenerarsi!SONY DSCprocedendo oltre ecco l’aiuola 7, con l’albero di kaki al centro e tutte le varietà di aglio che prosperano, ospitando nel loro ‘sottobosco’ alcuni trapianti di lattughe, bietole e sedano da cui presto potremo già raccogliere foglie a mungituraSONY DSCSONY DSCeccoci giunti nell’abbazia dei pomodori, che ancora dei pomodori non è poiché attualmente ci sono fave e piselli a prosperare nella linea 1 di quasi tutte queste aiuoleSONY DSCquando quest’inverno progettavamo su carta il design ed il pattern per queste coltivazioni prevedevamo un diradamento delle fave e dei piselli in corrispondenza delle postazioni destinate ai pomodori, così da garantire spazio e luce a sufficienza per farli crescere bene fin da subitoSONY DSCperò ora che sarebbe il momento di diradare non ce la sentiamo, ci stringe il cuore all’idea di stroncare prematuramente la vita di queste belle gioie, così ci limitiamo a togliere giusto qualche foglia ( le più ombreggianti ) trapiantando i pomidori nelle posizioni predestinate dove si mimetizzano all’istanteSONY DSCinvece nelle linee 2 e mezzo di queste aiuole ( tra la linea 2 e la linea 3 dove si trovano l’aglio e lo scalogno ) le lattughe, i sedani, le bietole, i cavoli ricci trovano felici il loro posto facendo amicizia e sinergia con le alliacee che le ospitanoSONY DSCl’unica aiuola che non abbiamo imbottito di piante da foglia in mezzo alle alliacee è l’aiuola 3, con scalogno romagnolo (linea 2) e francese (linea 3) nel versante ovest e scalogno romano (linea 2) e americano (linea 3) nel versante estSONY DSCl’idea era nata come una premura soprattutto verso lo scalogno romano e romagnolo in linea 2 per non farli finire avvizziti e stretti come delle sardine tra fave e insalate.. ebbene nonostante tutta la premura e tutto lo spazio e la luce che ricevono stanno andando maluccio. ancora una volta si ottiene proprio ciò che si vuole evitare. SONY DSCancora una volta questo ci insegna che forse non si può evitare ciò che è inevitabile, però si può ottenere ciò che è ottenibile!
forse è meglio muoversi verso ciò che si vuole ottenere anziché verso ciò che si vuole evitare,
ma la differenza è sottile per quanto immensa e l’attenzione per distinguere l’una dall’altra non è mai abbastanza
SONY DSCe un’altro respiro arriva
come una bellissima occasione per proseguire nel sentiero della vita
SONY DSCcome una inestimabile occasione per imparare ad ogni attimo
qualcosa di nuovo
SONY DSC

continua …

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