Diario dell’Orto – quinto anno – capitolo 4 (febbraio)

Febbraio, coperto da una trapunta di nuvole dense e lunghe giornate di pioggia. Se da un lato battiamo i piedini e friggiamo dalla voglia di continuare i lavori dell’orto; dall’altro siamo profondamente grati, la terra finalmente torna a bere davvero dopo un anno di siccità tremenda.
A volte il cielo si apre e spunta un raggio di sole a cui la natura risponde, coraggiosa e fedele.
SONY DSCLa terra è troppo bagnata per intervenire sul suolo, ma non è certo una buona scusa per restare a mani scossone!. Anzi, è un  momento perfetto per dedicare cura ed attenzioni al semenzaio nella serretta, al riparo dal diluvio apocalittico.
Siamo nati ora che la fortuna ci ha uniti. Per il viaggio da neonati a bambini, ci serviranno alcune favole.

Con delicatezza ovattata ci dedichiamo ai primi ripicchettamenti del 2018 a cominciare dalle amate lattughe, seguite dal cavolo nero e via via da tutte le altre.dsc01922.jpgNel frattempo i pomodorini ed i peperoncini nati a gennaio si son fatti troppo grandi per rimanere nella micro serra artificiale, è ora di essere rinvasati e di andare nella serretta fredda assieme ai semenzai, con la loro copertina di tessuto non tessuto.

Grazie a qualche giorno di sole verso metà febbraio riusciamo ad iniziare la costruzione della serra in cui intendiamo trapiantare proprio quei pomodori e quei peperoncini (e anche le cipolle di Alife!). Per prima cosa squadriamo il terreno e segnamo il perimetro con spago e picchetti, uno ogni metro e mezzo in ogni lato lungo per segnare i punti da trivellare per ancorare bene al terreno gli archi. SONY DSCScaviamo con una trivella manuale fino a 60 cm di profondità e posizioniamo gli archi, fissandoli al trave principale con degli efficacissimi cavallotti.SONY DSCDopo varie peripezie riusciamo anche a montare il nylon, sta volta sotto il pieno del diluvio mentre il vento si alzava forte. Ha tenuto botta tutta la notte! Molto bene benissimo!SONY DSC

Mentre fuori si alternano giornate di sole e pioggia iniziamo ad attivare la prima aiuola all’interno della serra-veliero, con cipolle di Alife e i primi coraggiosi pomodorini super sperimentali. SONY DSCAl tocco della vita rispondono fedeli anche le erbe spontanee, vederle apparire da sotto il cippato in tutto l’orto ci fa sentire l’arrivo della primavera.

E mentre siamo alla ricerca delle erbe spontanee troviamo le tracce del “sacramento”.

Sono arrivate le talpe, girano alla ricerca di lombrichi ed insetti. Ci sono le entrate delle loro tane su diverse aiuole, proabilmente sotto l’orto è già un’infinità di gallerie. I topi presto colonizzeranno tutto, se non l’hanno già fatto. Per ora ci limitiamo ad osservare, a contemplare il fascino sublime della natura che si manifesta, ma al tempo stesso restiamo pronti per quando la terra sarà più asciutta e l’erba un po’ più cresciuta, momento in cui un buon diserbo manuale con coltellaccio ci permetterà anche di infrangere le gallerie almeno nelle aiuole.

Ed ora una carrellata indagando lo stato attuale di ogni singola aiuola dell’orto Entelekia

Aiuola Lunga Nord

L’aglio “biancone di Romagna” finalmente è nato, ed anche le prime fave che però son molto rade. Se non nasceranno nei prossimi giorni procederemo con una seconda semina per riempire gli ampi spazi vuoti. Forse al posto delle fave questa volta metteremo i piselli rampicanti valorizzando la rete di recinzione che costeggia l’aiuola.


Aiuola Zero
ovvero
la prosecuzione dell’aiuola lunga nord, in fondo a sinistra

Qui l’aglio “biancone di Romagna” e le fave stanno alla grande, essendo stata la prima aiuola piantumata per questo 2018 è quella più rigogliosa.


Aiuola 1

Dopo aver trapiantato le lattughe a fine gennaio l’abbiamo coperta col tessuto non tessuto, l’aglio rosso sta una meraviglia, ma anche le fave e le tenere lattughine.


Aiuola 2

Anche qui abbiamo coperto col tessuto per riparare le lattughe consociate all’aglio rosso che cresce con solo qualche giorno di distacco dall’aiuola 1.
Con grande gioia vediamo spuntare anche l’aglione della Valdichiana, benvenuto in terra di Romagna!


Aiuola 3

Questa aiuola presenta 4 file esterne di scalogno, una per ogni varietà. Di queste sono nate per ora l’Americano e il Francese. Il Romagnolo e il Romano stanno ancora dormendo. Le fave al centro sono proprio come vorremmo che fossero su ogni aiuola: tante e tutte belle!


Aiuola 4

Qui le fave sono circondate da una doppia fila di aglio bianco che coi suoi tempi si sta preparando alla vita.


Aiuola 5

Questa presenta sempre le fave al centro, ma contornate da una doppia fila di scalogno americano.


Aiuola 6

La sorella gemella dell’aiuola 5, con l’unica differenza che nella quarta fila ci sono i 4 bulbi rimasti di una speciale variante dello scalogno Americano, reperito da Domenico Ghetti nelle colline di Brisighella.


Aiuola 7

Qui sta nascendo un tripudio tetravarietale di aglio disposto su 5 file che adorna l’albero di Kaki al centro dell’aiuola, ad oggi pacciamata solo per metà.


Aiuola 8

La micro estensione di lattuga sta superando bene le notti di gelo. Sembra che stiano iniziando a crescere dopo questo periodo di attecchimento.


Aiuola 9

Con immensa felicità vediamo che anche qui tutto procede per il meglio, le cipolle estive nelle doppie file esterne crescono, ed è spuntata anche la fila di aglio centrale con le ultime varietà ricevute.


Aiuola Lunga Sud

SONY DSCQui i cipollotti spadroneggiano, mentre le fave nascono timide e rade lungo la recinzione.

E dopo questa carrellata in orto, andiamo a indagare come stanno crescendo i ripicchettamenti nella serretta-semenzaio.

Anche le lattughine trapiantate prima dell’inverno ( nate dai semi pluri-riprodotti in quest’orto) stanno bene e continuano a darci tenerissime foglie che sono la fine del mondo.

Contempliamo questo tepore e ricordiamo l’antico detto: “Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora“. Ebbene, il giorno della candelora ( il 2 febbraio ) ha piovuto ininterrottamente. Quindi è fatta! Siamo fuori dall’inverno!SONY DSCDalla sera alla mattina tutto si è coperto di neve. Paradossalmente una bella nevicata non smentisce l’esito della candelora, anzi. Ci piace pensare che sia veramente l’ultima zampata dell’inverno prima della calda stagione.

Il peso di questo candore ha spatagnato di un bel pò i tunnel di tessuto non tessuto, sia delle aiuole 1 e 2, sia delle aiuole 8 e 9. Chissà come stanno le insalatine lì sotto! Ebbene, potremmo farci prendere dalle preoccupazioni, o addirittura dall’ira. SONY DSCPotremmo illuderci che questa sia una buona giustificazione per permetterci di brontolare in preda al disappunto poiché sta succedendo qualcosa di imprevisto, qualcosa che non ricalca esattamente la nostra idea di come dovrebbero andare le cose.
SONY DSCMa è così bello poter abbandonarsi alla fiducia, e semplicemente accettare. Confidare nel fatto che tutto accade per il meglio, e se qualche pianta si cuocerà dal freddo qualcun’altra resisterà! Selezioneremo le più forti e ripianteremo sostituendo quelle che invece non ce l’avranno fatta.
Intanto però la vita scorre, il respiro che ho appena fatto se n’è andato per sempre e me lo sono perso, distratto, con lo sguardo altrove.

Ma è qui che voglio tenere lo sguardo
e voglio sentirlo, questo respiro
e voglio sentirla, la gratitudine.
SONY DSCE come spesso accade, non appena riesco a tornare nel presente il pensiero già mi vuol portare altrove, e mi dice: “e i pomodori e i peperoncini in serra?! e se si son cotti dal freddo?!”

E un’altro respiro arriva

 

continua…

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