“Avignonesi” Montepulciano – laboratorio sperimentale – ottobre 2017

Ad aprile a Montepulciano ho conosciuto Virginie che già in quei giorni esprimeva il desiderio di realizzare un orto sinergico nella sua “Azienda Biodinamica Avignonesi“.virginieFu quel desiderio a muoverla verso la determinazione di realizzarlo. Venne al corso di Montepulciano accompagnata da un gruppo di ragazzi che lavorano ad Avignonesi per fare quell’esperienza tutti insieme e ripeterla nella loro azienda.  Da allora questo desiderio ha continuato a riecheggiare nell’universo finché una domenica di fine settembre ci risentiamo e mi dicono che è arrivato il momento di trasformare il sogno in realtà.
Grande! Quando cominciate? chiedo io _ questo Giovedì, rispondono.
Poi mi chiedono se voglio partecipare. Accetto con entusiasmo e prendo il primo treno per la Toscana.
1Tengo molto a poter seguire le iniziative di chi incontro in questo cammino di “sinergia” [termine che deriva appunto da ‘synérgo’ ovvero ‘coopero’].
Poter contribuire nel mio piccolo alla realizzazione di questi progetti è un grande dono ed una bellissima possibilità per esercitare il sentimento del cuore e ricordarci quanto bello sia essere umani.
2Una cosa che mi colpisce molto è il fatto che Virginie abbia voluto questo laboratorio appositamente per le persone che lavorano nella sua azienda. È un gruppo in cui quasi tutti scoprono oggi per la prima volta che cosa sia l’agricoltura sinergica. Non mi era mai capitata  una situazione simile, ma è bello e richiede ancora più cura ed attenzione, ad ogni passo.3Questo laboratorio lo conduco assieme a Marta, una ragazza che ha partecipato assieme a Virginie al corso di Montepulciano e che ora sta iniziando a lavorare ad Avignonesi. Sarà principalmente lei a prendersi cura dell’orto che realizzeremo. Abbiamo tre giorni per fare tutto. Iniziamo con un giro di presentazioni e poi ci dedichiamo alla teoria, tanto quanto basta per capire come si struttura un orto sinergico comprendendo le idee e i principi che sono alla base di questo tipo di agricoltura. Allorché iniziamo a disegnare radunandoci in vari gruppi. Ogni gruppo lavora ad un progetto ed in fine a turno li presentiamo tutti e facciamo le votazioni.
4Il terreno in cui sorgerà l’orto è adiacente ad una vigna tonda che si dirama da uno spiazzo con un cipresso al centro.
Viene scelto un disegno che fa coesistere l’aspetto funzionale con quello artistico. Mentre guardo questo disegno e faccio questa considerazione mi tornano alla memoria le parole di Antonio quando al primo corso in Friuli ci raccontava una cosa che diceva Emilia: “l’orto sinergico dev’essere artistico e al tempo stesso funzionale, ma non si deve sacrificare la funzionalità all’artisticità, e non si deve rinunciare all’artisticità per la funzionalità. Ci vuole equilibrio.”
5Parlando con Virginie ed i ragazzi di Avignonesi capisco che la loro intenzione è quella di avviare un orto che lascia spazio alle sperimentazioni, in cui le pratiche biodinamiche possano coesistere con quelle sinergiche ed in cui si possano provare formule diverse osservando nel tempo i vari risultati ottenuti. 6Così iniziamo a tirare i fili di riferimento prolungando i raggi della vigna tonda e procediamo segnando le prime sei file di aiuole che, ridendo e scherzando, sono più di 300 metri quadri di orto sinergico! [ L’equivalente di un orto tradizionale di 900 metri quadri ] Per ora questo è l’orto sinergico più grande che ho visto ed è veramente bello poter aiutare a farlo nascere.8Su 33 aiuole totali che abbiamo delineato decidiamo di farne 11 abbastanza rialzate, 11 poco rialzate e 11 in piano. Seguendo la stessa logica di semine e trapianti su tutte le aiuole potremo poi osservare il comportamento del suolo e la resa produttiva a seconda del tipo di aiuola (alta, bassa o in piano).9C’è chi lavora alle aiuole, chi si da da fare per l’impianto di irrigazione, e chi recupera del cippato grossolano (già parzialmente decomposto) ottenuto dalle potature dei loro vigneti.9bDopo aver finito la preparazione delle aiuole per prima cosa le copriamo con un generoso strato di questa straordinaria materia organica.10.jpgIntanto lungo i camminamenti principali (uno si e uno no) si scavano le tracce per i tubi portanti del sistema di irrigazione. Ogni tubo portante si dirama in manichette gocciolanti che coprono le aiuole adiacenti a destra e a sinistra.11Un bell’esperimento che facciamo è anche riguardo il sistema di irrigazione sulle aiuole: se di solito si mettono due linee questa volta proviamo a metterne quattro. La scelta della quadrupla irrigazione, così come quella di avere un sottofondo di cippato addirittura sotto l’irrigazione stessa, sono mosse dalla volontà di risolvere ed anzi prevenire quelle che in questi anni ho osservato essere le due cause principali di problemi in un orto sinergico: 

  • l’insufficienza di acqua a causa di un’irrigazione non abbastanza efficace;
  • il compattamento primaverile-estivo del suolo a causa di una pacciamatura non sufficientemente efficace (e di una bassa quantità di materia organica nel suolo). 

12Spesso uno dei motivi per cui non si mettono 4 linee di irrigazione (ma solo 2) è proprio intrinseco nell’aiuola di terra madre rialzata:
Laddove c’è bisogno di aumentare l’irrigazione ( sui bordi in discesa ) è proprio il punto più sfavorevole per collocare un tubo ad irrigazione gocciolante poiché goccia dopo goccia si scavano dei piccoli canyon che erodono l’aiuola facendo sgrondare l’acqua sui camminamenti. Quando si verifica questa condizione il risultato è che le aiuole sono asciutte ed i camminamenti sono bagnati. Questo è un problema. Ma è anche vero che un problema è una soluzione…
18Pertanto lo strato di cippato sotto l’irrigazione ha molteplici funzioni:

  • proteggere il suolo dall’impatto delle gocce d’acqua che si infrangono sul reticolo di frammenti organici arrivando a terra più dolcemente (prevenendo il problema dei canyon causati dal gocciolamento sulle discese e permettendo l’uso di 4 ale gocciolanti).
  • separare gli erogatori dell’ala gocciolante dalla terra madre fangosa (prevenendo il problema delle otturazioni).
  • apportare una base di materia organica significativa e proteggere più efficacemente il suolo dall’impatto del sole e del calore estivo (prevenendo il problema del compattamento)

13-e1519639767561.jpgPoi è il turno della paglia, che ricopre cippato e irrigazione favorendo ulteriormente il mantenimento dell’umidità nell’aiuola:

  • limitando l’evaporazione, quindi ottimizzando l’uso dell’acqua.
  • favorendo l’attività degli abitanti del suolo intenti a metabolizzare il cippato ed a legarlo con le molecole di terra madre.
  • aumentando la stratificazione e l’effetto protettivo della pacciamatura.

14La cosa più importante in questa fase è riuscire a coprire in maniera uniforme tutte le aiuole, senza lasciare punti radi od aperture. Avere una base di cippato da una sicurezza in più, ma quando si va a mettere la paglia è comunque meglio abbondare senza però esagerare al punto di soffocare semi e piantine.16.jpgMentre l’irrigazione sta bagnando le aiuole noi procediamo con i trapianti: scostiamo la paglia, apriamo una piccola fenditura nel cippato e nella terra madre sottostante ed inseriamo il panetto di terra delle piantine facendolo aderire per bene, poi richiudiamo delicatamente la pacciamatura. 1719Ce l’abbiamo fatta! In solo tre giorni siamo riusciti a completare l’area che ci eravamo prefissi. Questo è un progetto veramente grande, che si costruirà nel tempo, un passo alla volta, e per ora abbiamo mosso il primo.20In questi pochi giorni ho visto persone entrare in contatto per la prima volta con l’agricoltura sinergica, ho visto la loro trasformazione, ho sentito la loro vibrazione cambiare, mettersi in risonanza con la terra, e gioirne.
22Conoscerli è stato un grande piacere, spero di rivederli presto.panoramicaQualche settimana dopo il mio rientro in Romagna ricevo questa foto dell’orto Avignonesi, che bello vederlo prosperare. 24Anche i feedback sono positivi, fino ad oggi il sistema di irrigazione sul cippato si è comportato bene. Nessun canyon nei lati in discesa delle aiuole rialzate, ed in generale tutto l’orto riesce ad essere ben irrigato. Per il momento la terra è ancora bella soffice, ma è normale essendo autunno-inverno.
Sarà bello vedere le trasformazioni della prossima primavera-estate.
Mi ripassano davanti agli occhi tutti i momenti di questa esperienza e mi rendo conto che è stato strano viverla senza Antonio, ho sentito forte la sua mancanza. Non vedo l’ora di potergliela raccontare.

continua …

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2 pensieri riguardo ““Avignonesi” Montepulciano – laboratorio sperimentale – ottobre 2017

  1. Questa esperienza è stata meravigliosa …. La sinergia trasmessa da questo gruppo è magnifica…… Ringrazio di cuore di averme dato la opportunità de partecipare a ognuno di voi. Bellissimo questo reportage e forza dobbiamo continuare a finire questo meraviglioso Orto sinergico chiamato Aurora.

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    1. Cara Fatima, ti ringrazio di cuore per le tue parole, mi scaldano e mi riempiono di gioia. Ti voglio bene.
      Trovo bellissimo il nome Aurora, a quest’orto si addice veramente.
      Quando arriverà il momento di compiere il secondo passo verso la realizzazzione di quest’orto sarei felice di poter tornare a trovarvi e ad aiutarvi.
      Come sta andando? Cavoli, cipolle, radicchi, sono cresciuti bene? E le varie semine?
      C’è qualche altra foto da vedere?
      Per ora ti saluto e abbraccio te e quel meraviglioso uomo che è tuo marito, a presto.
      ale

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