La terra dei Mammut

Sempre durante il secondo anno compriamo parecchi semi di cipolla rossa lunga di firenze ( una varietà antica della toscana ) e parlando con un vicino contadino ci indica un lembo di terra, poco distante dall’orto entelekia, in cui andiamo a seminarli quasi scherzosamente.SONY DSCMentre seminiamo le cipolle seppur scherzosamente le carichiamo involontariamente di una certa aspettativa, bramando un raccolto scintillante. Contemporaneamente alla semina di cipolla, nelle stesse file piantiamo anche i semi dei girasoli mammut raccolti l’anno scorso dall’orto entelekia, ma su questi non poniamo grandi aspettative.SONY DSCRisultato: come se da un lato l’aspettativa stesse bloccando il flusso della natura, e dall’altro l’assenza di aspettativa stesse lasciando spazio al miracolo permettendogli di esprimersi e di sorprenderci. Le cipolle hanno fatto poco o niente, i girasoli si sono espressi nella loro totale magnificenza.SONY DSCCon lo spirito libero con cui abbiamo seminato i girasoli, nelle stesse file seminiamo le zucche di varie varietà antiche. Tra cui piantiamo anche i semi raccolti l’anno scorso dall’orto entelekia, provenienti da una cucurbita maxima detta ‘Gallosa d’Eysines’.

 Giorno dopo giorno continuiamo a seminare, facendo nuove file nel pieno dell’estate. Prendiamo i semi e ne facciamo grandi miscugli ‘Fukuokiani’. Sperimentiamo, senza averne la minima idea, proviamo, semplicemente per ‘vedere che cosa succede…’. SONY DSCIn questa terra, ora popolata dai mammut, proviamo le consociazioni, le sinergie, ma anche le file più ordinate e tradizionali, sempre e comunque senza usare prodotti chimici, diserbanti o fertilizzanti di ogni sorta.SONY DSCCiò che stiamo facendo non è proprio agricoltura, è più vicino ad un gioco, portato avanti senza un metodo, senza progettazione, senza un calendario, totalmente improvvisando. Tant’è che il signore proprietario di questa terra ci prende un po’ in giro dicendo ‘voi non fate né agricoltura biologica, né agricoltura sinergica, voi fate agricoltura alla sperainDio!’.SONY DSCPenso che abbia proprio ragione, piantiamo i semi, li affidiamo alla terra, al sole, all’acqua, e speriamo bene.
Cerchiamo di tener frenate le aspettative, vogliamo lasciare spazio alla fiducia, e i raccolti arrivano, sorprendendoci ogni volta.

E questa zucca? È uscita a sorpresa dalle piante nate dai semi raccolti l’anno scorso nell’orto entelekia. Osservandone i colori e le forme capiamo che la varietà Gallosa d’Eysines ha ricevuto del polline da un’altra varietà di cucurbita maxima presente nell’orto lo stesso anno: la Pike’s Peak, anche detta Sibley.
Già le vogliamo bene e la ribattezziamo simbolicamente ‘cucurbita entelekia maxima’.
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continua…

 

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